venerdì 20 maggio 2011

Ultime elezioni: ha vinto la democrazia

I regimi democratici sono così, quando meno te lo aspetti recuperano un'energia che sembrava esaurita. E' successo in molti comuni della provincia sabina, dove si sono tenute le elezioni, quanto auspicavo in uno dei miei ultimi approfondimenti: il ricambio come segno di sano e libero gioco democratico. 

A Fiamignano è subentrato al sindaco Rinaldi (Pdl) lo sfidante Lucentini (Pd); a Collalto sabino ha vinto la lista di Polverini, ottenendo l'elezione di un proprio sindaco, Cesare D'Eliseo, che succede a Giovanni Giorgi; a Fara Sabina ha vinto il candidato sostenuto dalla destra, strappando per nemmeno un centinaio di voti il governo comunale alla sinistra. 

E sempre a Fara Sabina, la terza forza sfidante, quella di "Sabina virtuosa", per Campanelli sindaco, ha ottenuto un dignitosissimo consenso, 5,37% , un mattone buono per la politica locale che dalla maggiore partecipazione civile può ricevere solo un'ossigenazione salutare. Pertanto, al di sopra di vincitori e perdenti, va posta la vittoria della democrazia e della voglia popolare di darsi l'opportunità di migliori servizi e di più efficace governo del proprio territorio scegliendo di cambiare. 

Se così non sarà, pazienza, la prossima volta si potrà cambiare di nuovo. Ed è in questa ottica che dovrebbero andare le riflessioni analitiche dei dirigenti del Pd, oggi pubblicamente promesse per fare il punto delle ragioni che hanno determinato la mancata conferma del sindaco Mazzeo (Pd) e la vittoria di Basilicata (Pdl). Un'ottica costruttiva e di futuro. Un futuro anche prossimo e che ha il peso di diverse scelte consistenti: i referendum e quella del candidato sindaco del capoluogo sabino, dove l'anno prossimo si terranno le elezioni comunali. 

Scelte che hanno a che fare soprattutto con questioni di metodo: tra democratiche primarie e criteri meritocratici o quelle verticistiche ed improvvisate che da decenni fanno vincere la destra. Riguardo alla prova referendaria del 12 giugno, si dovrà scegliere su questioni considerevoli come il nucleare, il legittimo impedimento, la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, la privatizzazione della gestione idrica . Il Pd, principale forza della sinistra, ha il dovere e l'opportunità di assumere posizioni chiare su tali faccende e di indicare attraverso esse la propria identità di partito di sinistra moderna e riformista. 

Quale politica energetica si vorrebbe? Quale giustizia? Quale gestione si ritiene migliore per i servizi di rilevanza sociale, oggi affidate ad amministrazioni pubbliche e società partecipate? Cosa cambierebbe nella gestione dell'acqua con il passaggio dalle regole stabilite dalla legge Galli (ora in vigore) a quella del decreto Ronchi (che partirebbe dal dicembre del 2011) qualora il referendum fallisse a causa del non raggiungimento del quorum o dovessero vincere i No? 

Saper far tesoro delle sconfitte è un segno di sincera volontà di operare al meglio a favore della cosa pubblica. Per chi oggi ha perso, sinistra o destra che sia, si aprono interessanti ed utili percorsi di riflessioni, di crescita e di sana competizione di idee e proposte per risultare convincenti la prossima volta. Sempre che si considerino i trasversalismi opportunistici, la gestione privatistica della cosa pubblica, l' autoreferenzialità dei partiti (con relativa disattenzione verso il buon governo) e il voto ottenuto clientelarmente, vizi capitali da cui la politica deve e vuole emendarsi.

 

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