martedì 6 dicembre 2011

Le primarie della sinistra

Simone Petrangeli, Franco Simeoni, Gabriele Bizzoca ed Annamaria Massimi sono i quattro in gara per le primarie del centrosinistra da cui uscirà il candidato che dovrà strappare alla destra la lunga permanenza alla guida del Comune. Una permanenza che risente inevitabilmente di tutti i difetti della mancanza di ricambio. In democrazia la durata di una maggioranza è inversamente proporzionale alla sua qualità. E nonostante il pensiero civile oggi sia comprensibilmente impacciato dal convincimento del “ son tutti uguali”, le primarie rappresentano un'occasione straordinaria per ridare spazio alle differenze. Oggi con il dibattito. Domani con le politiche che si potrebbero mettere in atto.

Ma quali elementi identitari caratterizzano i quattro concorrenti? Simone Petrangeli è un giovane avvocato che milita da sempre nella sinistra cosiddetta radicale. Oggi fa parte di Sel, il partito di Niki Vendola. In un certo qual modo, politicamente parlando, è il più anziano, visto che da dieci anni è all'opposizione comunale. Per qualcuno con scarsa efficacia Per lui per colpa di una legge comunale che priva il Consiglio di qualsivoglia forza. Presto presenterà il programma che sembra sarà elaborato su di una rigorosa impalcatura ambientalista. Dall'urbanistica sostenibile, alla “green economy” la sua Rieti dovrebbe crescere salvaguardando l'ambiente.

Batte Petrangeli sull'anagrafe Gabriele Bizzoca, studente universitario di soli 25 anni. Conosco Gabriele da tempo e so con quanta passione s'impegna sui temi locali da quando era poco più di un adolescente. Presidente di “ Controvento”, associazione politica di giovani “ autogestiti”, nel senso che non fanno riferimento a “ capitani” ma alle idee di giustizia sociale, di rispetto ambientale, di diritti negati ai giovani, oggi impoveriti da una partitocrazia sprecona e vissuta alla giornata, dimenticando il futuro. Dimenticando, sotto tutti gli aspetti, il dovere delle generazioni di costruire per quelli che verranno . Bizzoca in questa tornata è l'espressione dell'antipolitica che, tuttavia, crede nella politica e scende in campo sfidandola.

Franco Simeoni è un sindacalista di lungo corso della Cisl di cui è stato segretario regionale . Proposto dal sindacato locale, preoccupato per la perdita di produttività della nostra provincia, è candidatura di tutto rispetto. Una parte del Pd crede sarebbe il candidato migliore per battere la destra. L'idea guida di Simeoni è di dare a Rieti un respiro più ampio. Rieti, secondo l'ex sindacalista, va vista all'interno del sistema regionale, dove può rappresentare una parte non secondaria, guardando a Roma come opportunità e non come un problema. L'importante è aver chiaro che Roma ha bisogno delle province laziali come queste ultime hanno bisogno di Roma. Rieti può uscire dal declino solo se sarà capace di attivare e valorizzare le sue tante risorse. Risorse che, però, necessitano di infrastrutture, come lo è il raddoppio della Salaria.

Dulcis in fundo, Annamaria Massimi, ex consigliera regionale ( per caso) ed attuale segretaria cittadina del Pd, sostenuta da una coalizione composita: parte del Pd, Comunisti Italiani ed Idv. Sarebbe ipocrita se negassi di nutrire una particolare simpatia per la sua candidatura. Per tante ragioni. La prima, anche se non principale, è perchè è una donna. Le donne non sono migliori degli uomini, solo diverse. Se si dovesse tenere una contabilità sui difetti delle donne e degli uomini, si otterrebbe un sostanziale pareggio di bilancio. Ma su una cosa le donne godono di una atavica primazia: sanno amministrare al meglio una “ famiglia” anche quando le entrate sono scarse.

E sicuramente chi andrà ad amministrare il Comune di Rieti dovrà farlo con maestria, rigore ed oculatezza, dati i suoi buchi ed una crisi che accrescerà i bisogni sociali. Inoltre è persona di scuola, professionista dell'educazione e formazione dei giovani. Su di loro sarebbero calibrate tutte le sue scelte politiche e questo oggi è obiettivo principale. Buone primarie a tutti.


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