Simone Petrangeli, Franco Simeoni,
Gabriele Bizzoca ed Annamaria Massimi sono i quattro in gara per le
primarie del centrosinistra da cui uscirà il candidato che dovrà
strappare alla destra la lunga permanenza alla guida del Comune. Una
permanenza che risente inevitabilmente di tutti i difetti della
mancanza di ricambio. In democrazia la durata di una maggioranza è
inversamente proporzionale alla sua qualità. E nonostante il
pensiero civile oggi sia comprensibilmente impacciato dal
convincimento del “ son tutti uguali”, le primarie rappresentano
un'occasione straordinaria per ridare spazio alle differenze. Oggi
con il dibattito. Domani con le politiche che si potrebbero mettere
in atto.
Ma quali elementi identitari
caratterizzano i quattro concorrenti? Simone Petrangeli è un giovane
avvocato che milita da sempre nella sinistra cosiddetta radicale.
Oggi fa parte di Sel, il partito di Niki Vendola. In un certo qual
modo, politicamente parlando, è il più anziano, visto che da dieci
anni è all'opposizione comunale. Per qualcuno con scarsa efficacia
Per lui per colpa di una legge comunale che priva il Consiglio di
qualsivoglia forza. Presto presenterà il programma che sembra sarà
elaborato su di una rigorosa impalcatura ambientalista.
Dall'urbanistica sostenibile, alla “green economy” la sua Rieti
dovrebbe crescere salvaguardando l'ambiente.
Batte Petrangeli sull'anagrafe Gabriele
Bizzoca, studente universitario di soli 25 anni. Conosco Gabriele da
tempo e so con quanta passione s'impegna sui temi locali da quando
era poco più di un adolescente. Presidente di “ Controvento”,
associazione politica di giovani “ autogestiti”, nel senso che
non fanno riferimento a “ capitani” ma alle idee di giustizia
sociale, di rispetto ambientale, di diritti negati ai giovani, oggi
impoveriti da una partitocrazia sprecona e vissuta alla giornata,
dimenticando il futuro. Dimenticando, sotto tutti gli aspetti, il
dovere delle generazioni di costruire per quelli che verranno .
Bizzoca in questa tornata è l'espressione dell'antipolitica che,
tuttavia, crede nella politica e scende in campo sfidandola.
Franco Simeoni è un sindacalista di
lungo corso della Cisl di cui è stato segretario regionale .
Proposto dal sindacato locale, preoccupato per la perdita di
produttività della nostra provincia, è candidatura di tutto
rispetto. Una parte del Pd crede sarebbe il candidato migliore per
battere la destra. L'idea guida di Simeoni è di dare a Rieti un
respiro più ampio. Rieti, secondo l'ex sindacalista, va vista
all'interno del sistema regionale, dove può rappresentare una parte
non secondaria, guardando a Roma come opportunità e non come un
problema. L'importante è aver chiaro che Roma ha bisogno delle
province laziali come queste ultime hanno bisogno di Roma. Rieti può
uscire dal declino solo se sarà capace di attivare e valorizzare le
sue tante risorse. Risorse che, però, necessitano di infrastrutture,
come lo è il raddoppio della Salaria.
Dulcis in fundo, Annamaria Massimi, ex
consigliera regionale ( per caso) ed attuale segretaria cittadina del
Pd, sostenuta da una coalizione composita: parte del Pd, Comunisti
Italiani ed Idv. Sarebbe ipocrita se negassi di nutrire una
particolare simpatia per la sua candidatura. Per tante ragioni. La
prima, anche se non principale, è perchè è una donna. Le donne non
sono migliori degli uomini, solo diverse. Se si dovesse tenere una
contabilità sui difetti delle donne e degli uomini, si otterrebbe un
sostanziale pareggio di bilancio. Ma su una cosa le donne godono di
una atavica primazia: sanno amministrare al meglio una “ famiglia”
anche quando le entrate sono scarse.
E sicuramente chi andrà ad
amministrare il Comune di Rieti dovrà farlo con maestria, rigore ed
oculatezza, dati i suoi buchi ed una crisi che accrescerà i bisogni
sociali. Inoltre è persona di scuola, professionista dell'educazione
e formazione dei giovani. Su di loro sarebbero calibrate tutte le sue
scelte politiche e questo oggi è obiettivo principale. Buone
primarie a tutti.
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