lunedì 4 novembre 2013

Reportage dal Congresso del Pd di Antrodoco

Alle 15.00 arrivo ad Antrodoco. Il paese è in festa e fa allegria, nonostante il tempo tenda al grigio. La ragione per cui sono venuta nel paese che tanto piacque a Gheddafi non è la Sagra del Marrone, bensì il Congresso del Pd. Debbono essere eletti il segretario cittadino e quello provinciale, come accade lungo l'intero stivale. Ad interessarmi è il fenomeno delle tessere gonfiate di cui tanto si parla. Voglio verificare di persona se davvero sta succedendo quello che in tanti denunciano.

Sotto la biblioteca comunale, dove si terrà il Congresso, c'è gente in attesa. Vedo un iscritto che conosco, Vincenzo Cardellini, giovane simpatizzante del sindaco di Firenze. La faccia è preoccupata, mi dice che sta succedendo qualcosa che poco ha a che vedere col rispetto delle regole e che quasi sicuramente l'attuale segretario cittadino, Domenico Brandelli, medico, non si ricandiderà e chiederà la sospensione del congresso, come è successo a Frosinone.

Il nervosismo si percepisce e cresce col ritardo del Garante di garanzia, previsto dal regolamento congressuale. La Garante, Carla Franceschini, arriva dopo un'ora e mezza. Si giustifica dicendo di aver avuto un orario diverso da quello stabilito dal Segretario cittadino. Non le 15, ma le 16 ( ma arriva alle 16.30). La spaccatura tra la Federazione provinciale e la segreteria locale, che si evidenzierà successivamente, inizia da qui.

Finalmente saliamo e inizia il rito dei fogli tirati fuori dalla cartella e delle macchinose procedure. Il regolamento è tanto corposo quanto inconsistente risulterà la scelta dei vincitori. Nel senso che non ci sarà scelta, né sul segretario provinciale, nè su quello del circolo di Antrodoco. Per quanto riguarda  quest'ultimo, tutto è deciso da chi ha fatto bingo riuscendo a convincere 31 persone ad iscriversi " in zona Cesarini".  Come regolamento consente. Riguardo ai due candidati alla segretria provinciale, non saranno letti i documenti programmatici. Su cosa si sceglie?

A pochi minuti dall'inizio del Congresso viene presentato alla Garante un pacchetto di 31 nuovi iscritti da un giovane che si rivolge unicamente a lei. Il segretario Brandelli dice di non saperne nulla, che a lui questi tesserati non risultano e che non intende riconoscerli come validi.  Le tessere sono state fatte presso la Federazione provinciale del Pd, non al Circolo di Antrodoco.

Comincia il caos che, a quanto pare, sta riguardando parecchi, se non tutti i circoli del Pd. Gli argomenti per contestare le tessere vanno dal procedurale al semplice buon senso: perchè mai il tesseramento non è avvenuto ad Antrodoco? E quali sono le ragioni di tanta frenesia da iscrizione che sta interessando il Pd?

Il giovane, Antonio Di Berardino, fratello del più noto e importante Claudio, ex segretario provinciale della Cgil e attuale segretario regionale ( uno che conta parecchio ad Antrodoco, mi dice qualcuno), mostra sicurezza e nervosismo insieme. Telefona. A chi gli chiede le ragioni dell'assenza dei nuovi iscritti, spinti dalla voglia di rinnovamento del partito, stando a lui,  risponde sfottente telefonando a qualcuno: “ Vogliono sapere perchè ti sei iscritto..”. Si scopre che due sono presenti.

Uno di loro, di una certa età, dice eccitato di essersi iscritto nella sua vita a diversi soggetti politico-sindacali. Da destra a sinistra al centro e che non gli era mai capitato che gli facessero difficoltà. Continua il tira e molla tra chi pensa che il Congresso dovrebbe essere rinviato e chi non trova nulla d'irregolare nel pacchetto di tessere avallate dal responsabile della Federazione Provinciale. “ A me che ne faccio parte non me ne hanno voluto dare nemmeno dieci, mi dice Filippo Serani. Questo a Rieti dovranno spiegarmelo”.

Nel frattempo la biblioteca si riempie. Forse le telefonate sono servite.  Cristina, non ricordo il cognome, giovane, ma vecchia militante dal fu Pds, pone il problema di un tesseramento “ strano”: “ Passare da 12 iscritti a 63 è molto di più del fisiologico aumento del 25%, o sbaglio?”. Dice.

 “ Pacchetto Cotral”, lo definisce qualcuno. Chiedo spiegazioni. Mi dicono che molti dei nuovi iscritti sono dipendenti, aspiranti dipendenti, parenti di aspiranti dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico regionale. “ Ma c'è anche qualche imprenditore locale...”, mi dice qualcun altro, insinuante. Cristina ricorda i pasticci fatti dal Pd locale nelle ultime comunali, quando si divise in due liste civiche dove destra e sinistra hanno anticipato le “ larghe intese” in declinazione locale.


Il segretario uscente oggi è consigliere d'opposizione, mentre l'unico candidato a sostituirlo, Fabrizio Pascasi sta in maggioranza. “ Serietà vorrebbe che dessi le dimissioni, visto che amministri con un sindaco di destra”, chiedono alcuni.


Personaggio pittoresco, Pascasi. Dalle prime mosse fa capire che gestione avrà il Circolo: uomo solo al comando. Dopo aver fatto un discorsetto di candidatura, come prassi richiede, comincia, sbrigativo e rumoroso, a chiedere gli scatoloni per il voto. Nel mentre sta cercando di parlare Vincenzo Cardellini, trattato come fosse un ectoplasma. Chi ti vede? Gli dico di mostrare rispetto per chi sta parlando e gli dò dell'arrogante. Mi chiede chi sono e che ci faccio lì. Rispondo di essere una ex iscritta. Iscritta per un solo anno ad un partito da cui mi diedi a gambe levate dopo aver visto di che pasta era fatto.

Insomma, mi faccio prendere dal gioco, come succede in certe sedute di psicologia collettiva. Nel frattempo si avvicina Di Berardino che mi spiega che i nuovi tesserati si sono iscritti a Rieti per ragioni pratiche : “ Lavorano a Rieti “. Approfitto per chiedere: “ Per chi voterà alle primarie”? “ Per Cuperlo “, risponde. Penso alla stranezza del fatto che sia proprio Cuperlo a denunciare brogli e tessere fasulle e a chiedere di fermare il tesseramento. Ma quando il “ tacchino”, leggi Apparato, capisce che si avvicina il natale, inevitabilmente si agita scomposto, spargendo intorno a sé penne e piume. 

Dopo aver sentito l'accorato intervento di Elvezio Cipriani, uno di quelli “normali”, di cui si sente la passione politica e la rabbia nel vedere un partito finito per somigliare alla peggiore democristianità al  suo tramonto, decido di andarmene. Dopo la decisione del segretario uscente e dei sostenitori di non votare e di ricorrere al Garante per l'annullamento del Congresso, capisco che i giochi sono fatti. 

Me ne vado pensando che quello a cui ho assistito è molto peggio di quanto mi sarei aspettata. Nella mia unica esperienza in quel partito, quando mi impegnai per sostenere la mozione Marino, di “ stranezze” ne ho viste tante. Procedure applicate in modo grossotto, commissari impreparati su un regolamento da burocrazia sovietica, gente che non ti stava a sentire, tanto era tutto deciso dai “ padroni delle tessere” , di truppe cammellate. Per me le primarie furono questo.

Ma ora tutto assume contorni più aggressivi ed il Pd  somiglia maledettamente ai partiti di cui parlava Berlinguer nella famosa intervista sulla questione morale. A rileggerla oggi vengono i brividi, tanto suona profetica. “Oggi i partiti sono diventati macchine di potere e di clientela, scarsa o mistificata conoscenza dei problemi della gente, ideali pochi, sentimenti e passione civile zero...gestiscono interessi, talvolta anche loschi e non sono più organizzatori del popolo, i partiti sono piuttosto camarille, con un boss e dei sotto boss”.

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