lunedì 12 novembre 2012

Le proposte inedite di Silvio Gherardi

Il debito accertato dal faticosissimo lavoro dell'assessore al bilancio Marcello Degni sfiora ormai i 100 milioni. Una follia. Una follia che oggi si spiega meglio: chi doveva controllare la gestione comunale non ha controllato, cominciando da sé: le società esterne di Carlo latini e Massimo Morelli, a cui la vecchia maggioranza, aveva delegato il controllo gestionale, pur avendo tecnici interni nella capacità di farlo, non lo hanno fatto, incassando 450.000 euro per un lavoro mai svolto. Sempre che le accuse di oggi saranno confermate.

Carlo Latini per i reatini è noto per essere stato Sovrintendente della Fondazione Flavio Vespasiano quando arrivavano tanti soldi per il “ Reate Festival”dal braccio lungo di papà Stato sollecitato alla generosità da Gianni Letta. Quando i soldi sono finiti, l'esperto di marketing si dimise.

Molto stimato dall'ex assessore alla cultura Gianfranco Formichetti: “..il Sovrintendente Carlo Latini gode della unanime fiducia del Consiglio di amministrazione della Fondazione...non solo perchè deve essere a pieno titolo considerato uno dei protagonisti del successo ottenuto ma anche un manager capace di tenere i conti e i risultati di bilancio in perfetto ordine”, diceva Formichetti in una intervista, Latini ha sempre suscitato perplessità nell'opposizione. Lo testimonia una interrogazione comunale di Giorgio Cavalli e l'attuale presidente del Consiglio Marroni, IdV , riguardo al Reate Festival nel 2011.

L'ex Sovrintendente più amato dalla destra reatina, ex segretario del Psi di Terni negli anni '80, venne prontamente ricollocato. Dopo le dimissioni di Luigi Gerbino da presidente della Asm, a pochi giorni dalla scadenza del mandato di sindaco di Emili, Latini fu prontamente chiamato a sostituire Gerbino. Simone Petrangeli, allora in campagna elettorale,definì la scelta come un “ colpo di mano di una coalizione allo sbando”. Oggi quelle parole suonano più che veritiere.

Con l'accusa di concorso in peculato sono all'arresto domiciliare il dirigente del settore finanziario comunale, Antonio Preite e Carlo Latini, mentre Massimo Morelli, meno noto, ha il divieto di dimora a Rieti. Le indagini sono in corso, non c'è che aspettare il seguito. L'impressione è che ne vedremo delle belle.

Proprio quando la città veniva attraversata dalle notizie cominciate a trapelare dalla tarda mattinata, Silvio Gherardi, presidente ed amministratore delegato della Baxter, azienda fortunatamente non piegata dalla crisi e premiata a Londra, nel 2011 con lo “ Innovation Award di Cisco” per la produzione ed applicazione di nuove tecnologie, del tutto casualmente, teneva una conferenza stampa.

Candidato sindaco dall'area di centro in zona Cesarini, battuto insieme ad Antonio Perelli da Simone Petrangeli, medico, membro della Giunta di farmindustria, Vice Presidente Esecutivo di Assobiomedica e Presidente del gruppo Emoderivati di farmaindustria, soprattutto galantuomo ( mi si consenta un termine desueto e demodè, ma non ne trovo altri migliori per uno come Gherardi), il consigliere d'opposizione teneva una conferenza stampa con cui invitava i cittadini a partecipare alla vita politica per il bene di Rieti; muoveva qualche critica, in forma gentile ma decisa, all'attuale giunta e faceva proposte per evitare al Comune una fine impietosa.

Il rischio del commissariamento, in effetti, è sempre accucciato dietro l'angolo di una situazione debitoria ancora non scoperta del tutto.

Silvio Gherardi è quello che si dice un rappresentante della società civile prestato alla politica. Lo si capisce dall'uso del non politichese, dal pragmatismo senza ritualità e da alcune ingenuità concettuali di nomenclatura politica. Gherardi parla di “ stato etico”, suscitando qualche brivido in chi scrive, ma poi chiarisce che intende parlare di uno Stato che agisce nel rispetto della legalità e non di Stato “ assoluto” , di “ Leviatano” a cui l'individuo deve sottostare in tutto.

La sua è una destra liberale che guarda alla famiglia come valore principale (con totale coerenza personale); al rispetto delle regole come fattore di buon governo, alla tradizione come collante per le radici, alla collaborazione politica trasversale come metodo per affrontare le difficoltà: “ togliamoci le casacche”, dice.

Proprio in questa ottica ha avanzato una proposta che può essere scartata come peregrina tanto quanto può essere accolta come ciambella di salvataggio su cui riflettere per governare l'attuale difficoltà comunale. Gherardi propone di costituire una sorta di Direttorio, organo formato da quattro persone competenti e riconosciute come credibili e vicine all'anima della città ( Cicchetti lo è) che integrino l'ordinaria attività degli organi amministrativi.

E' una evidente deroga alla normalità. Ma il “ normale” è una categoria voluttuaria in tempi complicati come il nostro. Le quattro persone dovrebbero essere, Petrangeli, Melilli, Cicchetti e Gherardi stesso. Lascio agli altri giudicare la proposta.

Mi limiterò a dire che nella cultura anglosassone esiste la tradizione del “ think tank”, serbatoi di pensiero, luoghi di riflessione e di elaborazione di strategie politiche, economiche, militari e quant'altro. Se la proposta di Gherardi si indirizza verso questa forma, ben venga.

Durante la conferenza stampa il dottor Gherardi ha toccato i diversi ambiti amministrativi, dall'urbanistica al Terminillo, dalla mancanza di regia per l'attività di Giunta alla situazione economica delle aziende reatine, dalla critica all'accorpamento di urbanistica e lavori pubblici nello stesso assessorato alla necessità di allargare la maggioranza.

“ Speriamo di non perdere i soldi ottenuti per il progetto Plus. Ed i piani integrati che fine faranno?”. “ Mi è stato detto da Ciocchetti, vicepresidente della regione Lazio, che stanno aspettando i progetti per 20 milioni di euro assegnati dalla regione per il Terminillo”. “ La relazione di Regnini, presidente della Camera di Commercio, sulla situazione del commercio reatino è devastante”. Dice.

Né lascia fuori la questione della Provincia accorpata con Viterbo. “ E' bene fare del tutto per salvare la Provincia, ma stare con Viterbo potrebbe significare un vantaggio enorme. I settori dell'agricoltura ed il turismo potrebbero crescere con grande vantaggio per l'economia”. Anche in questo caso Gherardi fa una proposta inedita. “ Per risolvere la questione su chi deve assumere il compito di provincia, Rieti o Viterbo, propongo il “ Capoluogo diffuso”, una delle due città diventerebbe sede istituzionale, l'altra sede delle istituzioni economiche”. Una proposta seria.

Nel giorno degli arresti e delle brutte notizie la conferenza stampa è suonata come una pacca sulle spalle dei reatini ed un invito a reagire. Per qualcuno Gherardi ha solo voglia di ricollocarsi politicamente . Io che al sospetto preferisco il rischio dell'errore credo si tratti solo di passione politica ed amore per Rieti, dimora d'elezione. L'importante è che ci sia un seguito. Ma a questo punto l'onere della risposta spetta agli altri. Simone Petrangeli in primis. Mi scuso per la lunghezza, ma a volte s'impone.


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