Il debito accertato dal faticosissimo
lavoro dell'assessore al bilancio Marcello Degni sfiora ormai i 100
milioni. Una follia. Una follia che oggi si spiega meglio: chi doveva
controllare la gestione comunale non ha controllato, cominciando da
sé: le società esterne di Carlo latini e Massimo Morelli, a cui la
vecchia maggioranza, aveva delegato il controllo gestionale, pur
avendo tecnici interni nella capacità di farlo, non lo hanno fatto,
incassando 450.000 euro per un lavoro mai svolto. Sempre che le
accuse di oggi saranno confermate.
Carlo Latini per i reatini è noto per
essere stato Sovrintendente della Fondazione Flavio Vespasiano quando
arrivavano tanti soldi per il “ Reate Festival”dal braccio lungo
di papà Stato sollecitato alla generosità da Gianni Letta. Quando i
soldi sono finiti, l'esperto di marketing si dimise.
Molto stimato dall'ex assessore alla
cultura Gianfranco Formichetti: “..il Sovrintendente Carlo Latini
gode della unanime fiducia del Consiglio di amministrazione della
Fondazione...non solo perchè deve essere a pieno titolo considerato
uno dei protagonisti del successo ottenuto ma anche un manager capace
di tenere i conti e i risultati di bilancio in perfetto ordine”,
diceva Formichetti in una intervista, Latini ha sempre suscitato
perplessità nell'opposizione. Lo testimonia una interrogazione
comunale di Giorgio Cavalli e l'attuale presidente del Consiglio
Marroni, IdV , riguardo al Reate Festival nel 2011.
L'ex Sovrintendente più amato dalla
destra reatina, ex segretario del Psi di Terni negli anni '80, venne
prontamente ricollocato. Dopo le dimissioni di Luigi Gerbino da
presidente della Asm, a pochi giorni dalla scadenza del mandato di
sindaco di Emili, Latini fu prontamente chiamato a sostituire
Gerbino. Simone Petrangeli, allora in campagna elettorale,definì la
scelta come un “ colpo di mano di una coalizione allo sbando”.
Oggi quelle parole suonano più che veritiere.
Con l'accusa di concorso in peculato
sono all'arresto domiciliare il dirigente del settore finanziario
comunale, Antonio Preite e Carlo Latini, mentre Massimo Morelli, meno
noto, ha il divieto di dimora a Rieti. Le indagini sono in corso, non
c'è che aspettare il seguito. L'impressione è che ne vedremo delle
belle.
Proprio quando la città veniva
attraversata dalle notizie cominciate a trapelare dalla tarda
mattinata, Silvio Gherardi, presidente ed amministratore delegato
della Baxter, azienda fortunatamente non piegata dalla crisi e
premiata a Londra, nel 2011 con lo “ Innovation Award di Cisco”
per la produzione ed applicazione di nuove tecnologie, del tutto
casualmente, teneva una conferenza stampa.
Candidato sindaco dall'area di centro
in zona Cesarini, battuto insieme ad Antonio Perelli da Simone
Petrangeli, medico, membro della Giunta di farmindustria, Vice
Presidente Esecutivo di Assobiomedica e Presidente del gruppo
Emoderivati di farmaindustria, soprattutto galantuomo ( mi si
consenta un termine desueto e demodè, ma non ne trovo altri migliori
per uno come Gherardi), il consigliere d'opposizione teneva una
conferenza stampa con cui invitava i cittadini a partecipare alla
vita politica per il bene di Rieti; muoveva qualche critica, in forma
gentile ma decisa, all'attuale giunta e faceva proposte per evitare
al Comune una fine impietosa.
Il rischio del commissariamento, in
effetti, è sempre accucciato dietro l'angolo di una situazione
debitoria ancora non scoperta del tutto.
Silvio Gherardi è quello che si dice
un rappresentante della società civile prestato alla politica. Lo si
capisce dall'uso del non politichese, dal pragmatismo senza ritualità
e da alcune ingenuità concettuali di nomenclatura politica. Gherardi
parla di “ stato etico”, suscitando qualche brivido in chi
scrive, ma poi chiarisce che intende parlare di uno Stato che agisce
nel rispetto della legalità e non di Stato “ assoluto” , di “
Leviatano” a cui l'individuo deve sottostare in tutto.
La sua è una destra liberale che
guarda alla famiglia come valore principale (con totale coerenza
personale); al rispetto delle regole come fattore di buon governo,
alla tradizione come collante per le radici, alla collaborazione
politica trasversale come metodo per affrontare le difficoltà: “
togliamoci le casacche”, dice.
Proprio in questa ottica ha avanzato
una proposta che può essere scartata come peregrina tanto quanto può
essere accolta come ciambella di salvataggio su cui riflettere per
governare l'attuale difficoltà comunale. Gherardi propone di
costituire una sorta di Direttorio, organo formato da quattro persone
competenti e riconosciute come credibili e vicine all'anima della
città ( Cicchetti lo è) che integrino l'ordinaria attività degli
organi amministrativi.
E' una evidente deroga alla normalità.
Ma il “ normale” è una categoria voluttuaria in tempi complicati
come il nostro. Le quattro persone dovrebbero essere, Petrangeli,
Melilli, Cicchetti e Gherardi stesso. Lascio agli altri giudicare la
proposta.
Mi limiterò a dire che nella cultura
anglosassone esiste la tradizione del “ think tank”, serbatoi di
pensiero, luoghi di riflessione e di elaborazione di strategie
politiche, economiche, militari e quant'altro. Se la proposta di
Gherardi si indirizza verso questa forma, ben venga.
Durante la conferenza stampa il dottor
Gherardi ha toccato i diversi ambiti amministrativi, dall'urbanistica
al Terminillo, dalla mancanza di regia per l'attività di Giunta alla
situazione economica delle aziende reatine, dalla critica
all'accorpamento di urbanistica e lavori pubblici nello stesso
assessorato alla necessità di allargare la maggioranza.
“ Speriamo di non perdere i soldi
ottenuti per il progetto Plus. Ed i piani integrati che fine
faranno?”. “ Mi è stato detto da Ciocchetti, vicepresidente
della regione Lazio, che stanno aspettando i progetti per 20 milioni
di euro assegnati dalla regione per il Terminillo”. “ La
relazione di Regnini, presidente della Camera di Commercio, sulla
situazione del commercio reatino è devastante”. Dice.
Né lascia fuori la questione della
Provincia accorpata con Viterbo. “ E' bene fare del tutto per
salvare la Provincia, ma stare con Viterbo potrebbe significare un
vantaggio enorme. I settori dell'agricoltura ed il turismo potrebbero
crescere con grande vantaggio per l'economia”. Anche in questo caso
Gherardi fa una proposta inedita. “ Per risolvere la questione su
chi deve assumere il compito di provincia, Rieti o Viterbo, propongo
il “ Capoluogo diffuso”, una delle due città diventerebbe sede
istituzionale, l'altra sede delle istituzioni economiche”. Una
proposta seria.
Nel giorno degli arresti e delle brutte
notizie la conferenza stampa è suonata come una pacca sulle spalle
dei reatini ed un invito a reagire. Per qualcuno Gherardi ha solo
voglia di ricollocarsi politicamente . Io che al sospetto preferisco
il rischio dell'errore credo si tratti solo di passione politica ed
amore per Rieti, dimora d'elezione. L'importante è che ci sia un
seguito. Ma a questo punto l'onere della risposta spetta agli altri.
Simone Petrangeli in primis. Mi scuso per la lunghezza, ma a volte
s'impone.
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