martedì 4 gennaio 2011

Auguri al "Giornale di Rieti", agorà moderna

Di positivo nella vita pubblica di questo paese, almeno in questo momento, non sembra essercene molto. E l'esercizio più facile da mettere in atto è sicuramente l'elenco delle negatività. Ma a cosa e a chi può servire la solita litania sui mali del nostro territorio recitata mentre ci si appresta a stare in festa intorno a zamponi e cotechini? A non molto di più che ad assolvere ad un inutile rituale.

È in ordine a questo pensiero che desidero accompagnare i miei auguri ad uno sguardo positivo su quanto di buono mi sembra andare incontro al nuovo anno. Una cosa buona e positiva mi sembra questa agorà moderna che è "il Giornale di Rieti". Uno spazio libero di opinione e di confronto che fa della democrazia una possibilità infinita di dialogo: linfa vitale di ogni società aperta.

Uno spazio come quello che offre "il Giornale di Rieti", nell'era della società e della comunicazione globali, fattori di estraniazione collettiva e di condizione esistenziale "liquida", è un prezioso collettore territoriale e di vittoria sulla "spirale di silenzio"che per Noelle Neumann è responsabile della dannosissima disintegrazione sociale. Come accadeva duemila e cinquecento anni fa nelle piazze delle polis greche, anche su questo giornale si diffondono le notizie prodotte dal'attualità. Come allora, i soggetti di rappresentanza se ne servono per le proprie rappresentazioni, fare annunci, promettere allo scopo di promuovere se stessi e la propria azione politica o sindacale.

Perché chi ha un ruolo pubblico "non può sottovalutare l'importanza di avere buona o cattiva immagine davanti al resto degli uomini "( Platone.Leggi, XII). E come allora ci sono cittadini, intellettuali, pensatori, più o meno elevati, impegnati a dare,per passione civile, il proprio contributo alla riflessione. Una riflessione più efficace grazie alla mancanza di una linea editoriale, troppo spesso utilizzata più a favore della "fabbrica del consenso"e della omologazione che della libertà di pensiero e di formazione dell'opinione pubblica.

E dunque, mentre l'ultimo tratto di un anno di vita pubblica senza gloria, rimbalzato tra chiacchiericcio gossipparo, attese territoriali deluse e rari guizzi di speranza, se ne scivola via, auguri alla redazione del "Giornale di Rieti", ai suoi tanti lettori. E che il piacere della democrazia e della libertà di confronto ci accompagni sempre.

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