L’arte del mediare nella politica
Compito principale della politica è saper mediare tra interessi contrapposti. Non scopro niente di nuovo, mi limito a ricordarlo. Saper comporre le esigenze dell’umanità in fuga da territori dove ai più sono negate le stesse nostre attese, vuol dire governare un processo che, nell’immediato, vede confliggenti gli interessi di chi fugge e di chi accoglie. Se si produce sofferenza, allarme sociale, allentamento opportunistico delle regole si dimostra di non essere all’altezza del compito. Se si trova la maniera di coniugare le diverse esigenze, si fa buona politica. Il progetto da cui è nata la birra “ Alta quota”, di cui ho parlato alcuni articoli fa, è un esempio di buona politica. Lo stesso discorso vale per la questione della scuola pubblica e scuola privata, evocata recentemente da Mauro Lattanzi, in un incontro organizzato dall’Udc locale presso l’istituto parificato di S. Caterina. Il consigliere comunale, noto dermatologo reatino, ha motivato la scelta del luogo del meeting come simbolica attenzione per la scuola privata, da tenere in conto tanto quanto la pubblica. Nobile obiettivo, se non fosse che oggi ad aver bisogno di cura e attenzioni è la scuola pubblica. «Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto la scuola privata può essere un bene» disse in un famoso discorso Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione. Una Costituzione che prevede l’istruzione privata, ma «senza oneri per lo Stato». I 100 milioni reperiti in una notte per ripristinare il taglio fatto da Tremonti nella ultima Legge di stabilità, cosa sono? Sono risorse tolte alla scuola pubblica massacrata da tagli e dalla mancanza di meritocrazia. Un sistema d’istruzione del genere non sviluppa una utile competizione sulla qualità dei due sistemi e non fa un buon servizio ai giovani ed all’intera società. Di capacità di mediazione avrebbe bisogno il nostro territorio, svalorizzato ed impoverito dal prevalere miope degli interessi di pochi e dalla mancanza progettuale delle politiche comunali sul territorio. Questione spesso evocata da Chicco Costini, da poco impegnato come assessore nel delicato settore urbanistico, ma anche da Antonio Cicchetti nell’incontro dell’Udc, intitolato ”Il futuro del territorio reatino tra urbanistica e ambiente". La cosa più singolare mi è sembrata proprio la denuncia sull’assenza della programmazione comunale arrivata da Cicchetti, primo cittadino per due mandati. Un sindaco che fa parte dell’area politica della maggioranza, da venti anni al governo della città e caposcuola di un corso edilizio lottizzatorio che non conosce arresto. Ma tant’è. Ospite d’onore del convegno è stato l’assessore regionale Ciocchetti, ideatore di un nuovo Piano casa, disegnato per favorire ampliamenti e sostituzioni edilizie, dopo che il primo non aveva suscitato grande interesse. Un interesse che probabilmente resterà apatico dalle nostre parti, anche riducendo vincoli e aumentando gli incentivi, giacché i reatini posseggono un numero di case notevole, grazie alla legge 167 ed al conflitto d’interessi dei protagonisti della politica urbanistica, nello stesso tempo operatori a vario titolo nel campo edilizio. Dove si giocherà la partita tra buona politica ed il suo opposto, ovvero nel mediare efficacemente tra utile generale e quelli particolari, sarà la riqualificazione delle aree ex industriali. L’urbanistica usata appropriatamente è pensata ed agita in base al calcolo delle opportunità di innovazione e di sviluppo che si intende promuovere. È in questa prospettiva che la Federlazio, insieme ad Unindustria, ha manifestato attenzione per il progetto preliminare per la riqualificazione delle vaste porzioni di città ora inutilizzate realizzata con lo strumento dei piani integrati. Me lo ha assicurato personalmente Antonio Zanetti, direttore della Federlazio di Rieti. Ed in un’ottica di buone pratiche si muove certamente la collaborazione del prof. Carlo Cecere, coordinatore della facoltà d’ingegneria di Rieti. Sincere sembrano essere anche le intenzioni dell’assessore Costini di dare un nuovo corso al suo assessorato. Saprà, tuttavia, la politica nel suo insieme, far bene il compito di mediazione? I ritardi comunali nell’inviare un documento che metterebbe fine al lungo iter dell’approvazione regionale del Prg, voci di nuove lottizzazioni, permanenza dei conflitti d’interesse, sostanziale impotenza dell’opposizione, potrò sbagliare, non sono indicatori positivi.
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