sabato 29 settembre 2012

Le “tabelle” al tempo di Marrazzo e Polverini


Sono tutti uguali? No, non sono tutti uguali ed il “tuttougualismo” applicato in politica ha come effetto soltanto di nutrire il pericoloso populismo e lasciare le cose come sono. Bisogna distinguere le responsabilità. Lo ripeto da tempo e me lo impongo, anche se è difficile difronte ad una partitocrazia senza principi e velleitaria. Ad ogni scoperchiamento del malaffare si assiste alla parodia della resipiscenza, del ravvedimento, anche se tardivo e della riparazione. E poi?

E poi si arranca in una battaglia senza fine tra ciò che dovrebbe essere e ciò che riesce ad essere. Il Presidente Fini ha proposto la certificazione esterna dei bilanci dei partiti ed è stato bloccato da Pdl e Lega. Solo grazie al timore della perdita di consenso prodotta dall'informazione ha ottenuto di poter inserire la novità nel regolamento della Camera. Polverini, solo dopo le notizie emerse dalle faide interne del Pdl, ha usato un consiglio straordinario per bacchettare con enfasi guascona e riferimenti personali a “tumori da estirpare”per chiedere che la Regione riduca gli sprechi. Per ora è rimasta al suo posto, insieme agli spreconi. Il tempo ci dirà se alle dichiarazioni seguiranno i fatti.

Ma non sono tutti uguali. Al tempo di Storace esistevano le “ tabelle A e B”, finanziamenti in dotazione dei consiglieri con cui si finanziavano a pioggia e senza trasparenza alcuna associazioni, pro loco, enti locali. Molte sagre paesane ne erano il risultato. Ma la cosa peggiore era la non tracciabilità delle spese. Con l'arrivo di Marrazzo, portato alle dimissioni da una vicenda personale tanto grottesca,quanto finita con nessuna condanna: Marrazzo, ha stabilito la Cassazione, fu vittima di una imboscata tesa da alcuni carabinieri, le cose cambiarono.

Luigi Nieri, Sel, assessore al bilancio, tentò di eliminare la dotazione personale dei consiglieri introdotta da Storace, ma non ci riuscì. I capogruppo dei partiti dissero senza mezzi termini :” Non rinunciamo. Senza “ tabelle” il bilancio non passa”. E così al povero Nieri non restò che accontentarsi dello sconto. I soldi ricevuti passarono da 700mila a 350mila. Non solo, si introdussero tutta una serie di controlli per accedere ai finanziamenti previsti dalle tabelle A e B ( presumo che avessero a che fare con la spesa corrente e quella in conto capitale. Ma potrei sbagliare).

Quello che prima era fuori bilancio finiva nel bilancio regionale. Quello che prima era gestito arbitrariamente e senza computo ora veniva deciso in base alla vera utilità dai diversi assessorati a cui arrivavano le richieste. Una sagra era sovvenzionata dall'assessorato alla cultura, se ritenuta un evento culturale. Quella di leonessa della patata, lo è. Un comune che aveva urgenza di realizzare un'opera pubblica ( la strada del Turano, per dire) inviava domanda e progetto che, dopo l'analisi, veniva accolto dall'assessorato alle opere pubbliche. Anna Maria Massimi, consigliera regionale, con i soldi a disposizione ha sostenuto opere come il recupero di Villa Battistini a Contigliano e l'acquisto di un gommone per la protezione civile. Per dirne alcune.

Con Marrazzo si faceva così. Con l'arrivo di Polverini, tutto è tornato come ai tempi di Storace. Le regole introdotte sono finite in gloria. I partiti, particolarmente quelli della maggioranza, hanno fatto pessimo uso, si può supporre, della inesperienza di una ex sindacalista. La quale tuttavia, usava come gli altri i fondi elargiti tanto generosamente da lei stessa in quanto presidente di Regione. Da quanto dice, a sua insaputa. Ma Marrazzo aveva la stessa inesperienza quando impose ai partiti di introdurre regole e trasparenza.

Tutto dipende dal manico, diceva mio nonno. E se Storace e Polverini hanno prodotto lo stesso risultato dipende solo dalla medesima cultura politica con cui governano. Senza la segnalazione di Bankitalia sulla irregolarità delle spese del Pdl in regione, le faide interne, la fissa della trasparenza dei radicali, nulla sarebbe successo. Si sarebbe continuato ad incassare ed a spendere senza criterio. Nulla si sarebbe fatto per ridurre le commissioni :19, mentre in Lombardia ce ne sono 8. Polverini, che in consiglio ha tuonato contro di esse, avrebbe continuato a tenere nel cassetto le proposte per ridurle.

“Chiedo nuovamente al presidente Abruzzese la discussione in aula della mia proposta, depositata il 22 febbraio scorso per la diminuzione delle commissioni permanenti da 16 a 9. Ciò consentirebbe un risparmio di circa 9 milioni di euro” ha detto in aula, a luglio, Giuseppe Celli, capogruppo di una lista civica. E troppo tardivamente arriva la decisione del Pd di dimettersi dalle commissioni ( cosa consigliata da tempo da Melilli. Inascoltato). Cosa che apre alla tentazione “tuttougualista”, ma le responsabilità della maggioranza vanno ben distinte da quelle ( che pure ci sono) dell'opposizione.

E che dire dei 17 gruppi consiliari? Di staff ignoti anche ad Obama:17 persone per Sentinelli.E delle auto blu? E dei vitalizi dati anche ad esterni? E dell'appalto per la costruzione di una nuova ala del Consiglio per un importo di 7.939.360 euro che tra una cosa e l'altra arrivano a 10 milioni di euro ( metà dei 20 che dovrebbero essere risparmiati per questo anno a detta di Perilli). Sprechi. Sprechi di una cultura da tempi delle vacche grasse, quando si dava l'illusione al Paese di vivere in un Eldorado costruito con il debito pubblico.

Una cultura ben descritta da un racconto che mi fece una volta Massimi. Ogni consigliere regionale poteva spendere 500 euro al mese in giornali. La neo-politica, pescata nella società civile senza preavviso e spedita con listino in regione, non riuscendo ad impegnare mezza giornata per leggersi la montagna di giornali che avrebbe potuto comprare con quella cifra, ne spendeva 150 o giù di lì. Venne invitata ad usarli da qualcuno. Come si dice : guai a dare il “ cattivo” esempio. Oggi Massimi non ha firmato l'interrogazione comunale sulla vicenda Nobili-Lallaria. La sua scelta la qualifica per quello che è: una dirigente di scuola arrivata alla politica credendo fosse una cosa seria.

Nessun commento:

Posta un commento