Sono tutti uguali? No, non sono tutti
uguali ed il “tuttougualismo” applicato in politica ha come
effetto soltanto di nutrire il pericoloso populismo e lasciare le
cose come sono. Bisogna distinguere le responsabilità. Lo ripeto da
tempo e me lo impongo, anche se è difficile difronte ad una
partitocrazia senza principi e velleitaria. Ad ogni scoperchiamento
del malaffare si assiste alla parodia della resipiscenza, del
ravvedimento, anche se tardivo e della riparazione. E poi?
E poi si arranca in una battaglia senza
fine tra ciò che dovrebbe essere e ciò che riesce ad essere. Il
Presidente Fini ha proposto la certificazione esterna dei bilanci dei
partiti ed è stato bloccato da Pdl e Lega. Solo grazie al timore
della perdita di consenso prodotta dall'informazione ha ottenuto di
poter inserire la novità nel regolamento della Camera. Polverini,
solo dopo le notizie emerse dalle faide interne del Pdl, ha usato un
consiglio straordinario per bacchettare con enfasi guascona e
riferimenti personali a “tumori da estirpare”per chiedere che la
Regione riduca gli sprechi. Per ora è rimasta al suo posto, insieme
agli spreconi. Il tempo ci dirà se alle dichiarazioni seguiranno i
fatti.
Ma non sono tutti uguali. Al tempo di
Storace esistevano le “ tabelle A e B”, finanziamenti in
dotazione dei consiglieri con cui si finanziavano a pioggia e senza
trasparenza alcuna associazioni, pro loco, enti locali. Molte sagre
paesane ne erano il risultato. Ma la cosa peggiore era la non
tracciabilità delle spese. Con l'arrivo di Marrazzo, portato alle
dimissioni da una vicenda personale tanto grottesca,quanto finita con
nessuna condanna: Marrazzo, ha stabilito la Cassazione, fu vittima di
una imboscata tesa da alcuni carabinieri, le cose cambiarono.
Luigi Nieri, Sel, assessore al
bilancio, tentò di eliminare la dotazione personale dei consiglieri
introdotta da Storace, ma non ci riuscì. I capogruppo dei partiti
dissero senza mezzi termini :” Non rinunciamo. Senza “ tabelle”
il bilancio non passa”. E così al povero Nieri non restò che
accontentarsi dello sconto. I soldi ricevuti passarono da 700mila a
350mila. Non solo, si introdussero tutta una serie di controlli per
accedere ai finanziamenti previsti dalle tabelle A e B ( presumo che
avessero a che fare con la spesa corrente e quella in conto capitale.
Ma potrei sbagliare).
Quello che prima era fuori bilancio
finiva nel bilancio regionale. Quello che prima era gestito
arbitrariamente e senza computo ora veniva deciso in base alla vera
utilità dai diversi assessorati a cui arrivavano le richieste. Una
sagra era sovvenzionata dall'assessorato alla cultura, se ritenuta
un evento culturale. Quella di leonessa della patata, lo è. Un
comune che aveva urgenza di realizzare un'opera pubblica ( la strada
del Turano, per dire) inviava domanda e progetto che, dopo l'analisi,
veniva accolto dall'assessorato alle opere pubbliche. Anna Maria
Massimi, consigliera regionale, con i soldi a disposizione ha
sostenuto opere come il recupero di Villa Battistini a Contigliano e
l'acquisto di un gommone per la protezione civile. Per dirne alcune.
Con Marrazzo si faceva così. Con
l'arrivo di Polverini, tutto è tornato come ai tempi di Storace. Le
regole introdotte sono finite in gloria. I partiti, particolarmente
quelli della maggioranza, hanno fatto pessimo uso, si può supporre,
della inesperienza di una ex sindacalista. La quale tuttavia, usava
come gli altri i fondi elargiti tanto generosamente da lei stessa in
quanto presidente di Regione. Da quanto dice, a sua insaputa. Ma
Marrazzo aveva la stessa inesperienza quando impose ai partiti di
introdurre regole e trasparenza.
Tutto dipende dal manico, diceva mio
nonno. E se Storace e Polverini hanno prodotto lo stesso risultato
dipende solo dalla medesima cultura politica con cui governano. Senza
la segnalazione di Bankitalia sulla irregolarità delle spese del Pdl
in regione, le faide interne, la fissa della trasparenza dei
radicali, nulla sarebbe successo. Si sarebbe continuato ad incassare
ed a spendere senza criterio. Nulla si sarebbe fatto per ridurre le
commissioni :19, mentre in Lombardia ce ne sono 8. Polverini, che in
consiglio ha tuonato contro di esse, avrebbe continuato a tenere nel
cassetto le proposte per ridurle.
“Chiedo nuovamente al presidente
Abruzzese la discussione in aula della mia proposta, depositata il 22
febbraio scorso per la diminuzione delle commissioni permanenti da 16
a 9. Ciò consentirebbe un risparmio di circa 9 milioni di euro” ha
detto in aula, a luglio, Giuseppe Celli, capogruppo di una lista
civica. E troppo tardivamente arriva la decisione del Pd di
dimettersi dalle commissioni ( cosa consigliata da tempo da Melilli.
Inascoltato). Cosa che apre alla tentazione “tuttougualista”, ma
le responsabilità della maggioranza vanno ben distinte da quelle (
che pure ci sono) dell'opposizione.
E che dire dei 17 gruppi consiliari? Di
staff ignoti anche ad Obama:17 persone per Sentinelli.E delle auto
blu? E dei vitalizi dati anche ad esterni? E dell'appalto per la
costruzione di una nuova ala del Consiglio per un importo di
7.939.360 euro che tra una cosa e l'altra arrivano a 10 milioni di
euro ( metà dei 20 che dovrebbero essere risparmiati per questo anno
a detta di Perilli). Sprechi. Sprechi di una cultura da tempi delle
vacche grasse, quando si dava l'illusione al Paese di vivere in un
Eldorado costruito con il debito pubblico.
Una cultura ben descritta da un
racconto che mi fece una volta Massimi. Ogni consigliere regionale
poteva spendere 500 euro al mese in giornali. La neo-politica,
pescata nella società civile senza preavviso e spedita con listino
in regione, non riuscendo ad impegnare mezza giornata per leggersi la
montagna di giornali che avrebbe potuto comprare con quella cifra, ne
spendeva 150 o giù di lì. Venne invitata ad usarli da qualcuno.
Come si dice : guai a dare il “ cattivo” esempio. Oggi Massimi
non ha firmato l'interrogazione comunale sulla vicenda
Nobili-Lallaria. La sua scelta la qualifica per quello che è: una
dirigente di scuola arrivata alla politica credendo fosse una cosa
seria.
Nessun commento:
Posta un commento