sabato 29 settembre 2012

L'orgoglio di essere cittadino


9 milioni di ragioni per eleggere Polverini posson bastare? Per dirla senza Battisti, possono 9 milioni di euro, tanto è costata la sua campagna elettorale, spiegare la scelta di Polverini da parte degli elettori laziali? Purtroppo sì. Quei soldi sono stati sufficienti ad azzerare il ricordo di ciò che era stata l'occupazione forsennata della Pisana da parte di Storace con tutta la scia degli scandali sanitari e non solo. Quei soldi sono serviti, purtroppo, ad addomesticare un elettore per nulla restio all'addomesticamento. Un elettore che oggi paga lo scotto del suo analfabetismo civile.

Ma se è vero che sbagliando s'impara, quello che accade oggi all'Italia, imbastardita culturalmente dal ventennio berlusconiano, dove è stato sdoganato di tutto, ma soprattutto la spudoratezza, può diventare una occasione da non perdere per gli italiani di uscire dalla condizione di sudditanza nei confronti del potere e diventare finalmente cittadini. Perchè non basta che sulla Costituzione si parli di “ cittadino” per esserlo davvero.

E come si diventa cittadino? Semplicemente con l'orgoglio di esserlo. La vera patologia di questo paese nasce dalla storica inclinazione etico-culturale a barattare il diritto col favore. Lo ripeto, ormai, da troppo. Dalla propensione nazionale a far progredire la “ linea della palma”, l'illegalità., dal Sud al Nord, come scriveva Sciascia nel “ Il giorno della civetta”.

E sempre Sciascia spiega l'insensibilità degli italiani verso l'illegalità ( finchè non tocca da vicino gli interessi propri) con il nostro familismo amorale. Quello che tutto giustifica con il “ tengo famiglia” ed i figli “so' piezz e core”. Tutto viene subordinato alle proprie necessità ed a quelle dei propri figli, inteso nel senso ampio di parentela, costi quel che costi. E' da qui che nascono le parentopoli e le correità allargate e diffuse che troppi italiani coinvolgono e accettano. E' questo che, nonostante tutto, tiene in piedi un sistema che sta scoppiando soltanto perchè i soldi sono finiti.

In tanti rimproveriamo all'opposizione di aver taciuto su quanto stava facendo la maggioranza che governa la Regione Lazio. Di aver partecipato alla spartizione dei 14 milioni di euro dati ai gruppi consiliari. Di non aver fatto quanto spetta alla minoranza:“ la minoranza controlla e contrasta l'azione di governo” è scritto sul sito della Regione Lazio. In tanti notiamo che ad aver sempre denunciato tutto sono stati solo i due consiglieri radicali. Talmente soli da essere stati trascurati anche da chi ha il compito di fare informazione. Lo ascrivo anche a mio demerito.

Ma è giusto sottolineare anche le responsabilità degli elettori.

L'opposizione non ha fatto la sua parte e l'informazione, con l'eccezione di qualche testardo giornalista ( come Stella, Rizzo, Bonini) ha atteso che arrivasse la mano della giustizia per accorgersi di quello che stava succedendo. Anzi, sono emerse pesanti contiguità tra politica e informazione. Né sembra di poter contare sull'efficacia della vigilanza della Corte dei Conti. A questo punto l'elettore se ne faccia una ragione: ora tocca a lui. Nulla cambierà se al momento del voto non smetterà di utilizzare come criterio di scelta la convenienza personale.

Nel 1999 mi capitò di leggere l'omelia del Cardinale Martini in occasione della festa del patrono di Milano, S. Ambrogio. Ne rimasi abbagliata. Incontrai per la prima volta la “ parresìa”, concetto mutuato dalla cultura classica e penetrato fortemente in quella evangelica. Parresìa significa “ libertà di chiamare le cose col proprio nome”. E' l'esatto contrario dell'accidia civile e della “ neutralità appiattita , della paura di valutare oggettivamente le proposte secondo criteri etici, che ha quale conseguenza il decadimento della sapienzialità politica”, disse il cardinale.

Il cardinale Martini è morto il 31 agosto scorso, ma le sue parole sono incredibilmente vive.
La classe politica è ormai travolta da una metastasi etica difficilmente curabile. Soprattutto è impossibile che il malato si autocuri. Anche le migliori intenzioni, temo, non serviranno. Quello che serve è una rapida inversione di rotta da parte dei cittadini. Ritenere che sia giusto votare qualcuno perchè ti invita ad un aperitivo o ad una cena è stupido ed autolsionistico, perchè è un baratto utile solo a chi offre qualcosa per ottenere in cambio molto di più. Un di più comprensivo anche del bene di chi lo ha votato.

Accettare che ad occuparsi dei propri interessi siano personaggi di inesistente spessore politico e di non accertata competenza ( Bonino lo era) è responsabilità di chi vota con miopia, tanto quanto di chi li propone e li sostiene. Abbiamo visto ridurre progressivamente i servizi mentre le tasse aumentavano ed aumentano. Abbiamo visto chiudere ospedali in cambio di niente. In Regione da due anni è ferma l'approvazione di una delibera che assegna 16 milioni di euro per non far pagare il ticket ai disabili, mentre proliferavano gli sperperi. Questo è stato fatto perchè si è consentito che Itaca venisse occupata dai Proci. Una eventualità non solo letteraria in una democrazia di debole cultura civile come è la nostra.

Qualcuno dirà che Nobili, tra i protagonisti principali del Laziogate, non è stata eletta, visto che è diventata consigliere grazie al famigerato premio di maggioranza chiamato listino. Ma è stata eletta recentemente nel Comune di Rieti e siede anche tra i banchi del Consiglio provinciale. E Cicchetti, al di là delle cose che gli vengono attribuite, ha chiesto il voto per sé per portare alla vittoria una ex sindacalista senza altra qualità che buone comparsate televisive.

Come è stato eletto Gianfranco Gatti, ex sindaco ( non rimpianto da quanto mi è capitato di sapere) di Pescorocchiano, fermato sulla terza candidatura solo dal povero Mauro Mattucci. Uno molto vicino a Polverini, Gatti, essendo il segretario della sua lista e grande protettore, da quanto mi dicono, del consigliere comunale Davide Festuccia, eternamente presente nei banchi comunali di Rieti, nonostante rinvii a giudizio e molteplici vicende legate a conflitti d'interesse e quant'altro. Consiglieri entrambi eletti, per chissà quali meriti, Gatti, Festuccia e Nobili (ma l'elenco è lungo). Per chissà quali effetti benefici sul territorio e sulla città. E' una domanda che rivolgo, ancora una volta, agli elettori.


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