martedì 4 gennaio 2011

Rieti e l'assessore che diventa opera d'arte

Il Consiglio regionale del Lazio, poco prima delle Feste di Natale ha approvato il Piano del Turismo di Marrazzo. Sì, perché il programma triennale adottato dalla maggioranza guidata da Polverini è lo stesso varato da quella guidata dallo “sfortunato” Governatore. In sintesi, vi si legge, grazie a numeri e percentuali, che l’industria principale del Lazio è quella turistica, con l’80% di imprese operanti nel settore.

Roma, certamente, gioca il ruolo principale, ma, da quanto ha affermato l’assessore Zappalà, ogni territorio può prendere parte alla partita dell’economia turistica, grazie al principio della diversificazione dell’offerta. Gli strumenti previsti dal Piano sono tanti e vanno dall’avvio della istituzione della Scuola di Alta Formazione del Turismo, già prevista dalla legge 13/2007, alle facilitazioni per l’accesso al credito attraverso il “Fondo Rotativo” e la “Banca Impresa Lazio”.

A detta di qualche esperto, però, il Piano mutuato dalla passata maggioranza manca di “ vision” e abbonda di vaghezza. E forte è il rischio che, in fase di attuazione, gli unici a guadagnarci davvero saranno i territori compresi nel Litorale romano. Per quanto riguarda, invece, la nostra provincia, un fatto che calza a pennello con la considerazione di Oscar Wilde: “ il diavolo si nasconde nei dettagli” , non induce all’ottimismo. Quella che segue è la narrazione dei fatti da cui scaturisce la pessimistica previsione.

È con un accattivante sorriso che l’assessore provinciale al Turismo, Mezzetti, compare in una operazione editoriale di difficile attribuzione: “L’Agenda Lazio 2011, una regione tra monti e mare: più la conosci e più la ami”( non sono riuscita a capire chi fosse il committente: la Regione? La Provincia?), come solitario rappresentante pubblico tra tante immagini del ”patrimonio artistico, culturale, architettonico, archeologico, storico, del Lazio”. L’ho scoperto sfogliando il patinato libriccino che mi hanno regalato mentre assistevo ad un dibattito sulle meraviglie enogastronomiche della Sabina e le sue tante biodiversità, piacevolmente seduta tra le tele ad olio di una bella sala del palazzo Dosi.

Lo comincio a sfogliare solo con qualche pregiudizio rispetto all’utilità di un simile prodotto editoriale, non riuscendo a non farmi domande su quanto sarà costata l’operazione e, soprattutto, su chi davvero ci ha guadagnato dalla sua realizzazione. Ma, quanto meno per amor di patria, sono disposta a perdermi nell’elenco infinito delle consuete proposte artistiche e ambientali della regione. Disponibile a regalare un po’ del mio tempo all’esagerazione delle promesse tipiche delle operazioni promozionali. Curiosa di vedere quale opera artistica fosse stata scelta per promuoverci come territorio d’arte, ancorché minore, e di bellezze naturali.

E, davvero, sono rimasta di stucco vedendo la foto dell’assessore Mezzetti, stampata sotto la scritta “provincia di Rieti”, mentre altre località regionali erano accompagnate da facciate di palazzi storici. Non l’Angelo Custode dello Spadarino, splendida tela conservata nella chiesa di S. Rufo. Non l’ovale dell’Immacolata Concezione dell’altare di S. Barbara, opera di Bernini. Né gli affreschi tardo medievali di S. Agostino o la sua facciata trecentesca. Neanche i resti di S.Vittoria, chiesa romanica di Monteleone Sabino, né l’abazia di Farfa, né alcuna delle opere conservate in qualche museo della provincia, hanno meritato di figurare come nostre risorse turistiche. E al diavolo i laghi Lungo e Ripasottile, la cui vista dall’alto nei giorni di sole basterebbe a giustificare un viaggio nella Valle Santa.

O i panorami suggestivi offerti dai laghi artificiali, dai borghi, dai castelli. Così come non sono parse interessanti le tante mura antiche che irridono al tempo che scorre. I possessori dell’Agenda regionale del Lazio, il cui numero non sapremmo dire, ma si può credere saranno molti ( in queste cose i “tutori” dei quattrini pubblici non badano a spese), assoceranno Anzio alla sua Villa Sarsina; Castelnuovo di Porto alla Rocca Colonna; Cerveteri al Complesso di Santa Severa; Roma a Palazzo Valentini, le Domus romane e Villa Altieri; Zagarolo a Palazzo Rospigliosi e Rieti all’assessore Mezzetti.

Il Consigliere Regionale del Pd Mario Mei ha chiesto di rafforzare le intese istituzionali con le Province, particolarmente del Nord, quindi anche con Rieti. Con il “dettaglio”appena raccontato, sia detto con preoccupazione, c’è poco da stare allegri. Perché il giovane assessore è simpatico ed avrà sicuramente meritato il delicato posto che ricopre, ma, insomma, farne un motivo promozionale della provincia mi pare una esagerazione. Nemmeno fosse il Colosso di Rieti.

 giornale di rieti

1 commento:

  1. piccoli Narciso de noantri crescono?boh, chissa'...non capisco nemmeno io!soprattutto la stizza di chi mal sopporta un minimo di "critica"!avrei preferito semplici spiegazioni invece di sterili polemicucce!ciao e...continua cosi!

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